Carla Rigato espone a Vicenza

Sabato 7 maggio alle ore 18 presso il Complesso Monumentale di San Silvestro prende il via la mostra personale La Fine della Strada della pittrice padovana Carla Rigato, curata da Marifulvia Matteazzi Alberti. La mostra rimarrà esposta la pubblico fino al 22 maggio: il venerdì dalle 16 alle 19.30, il sabato e la domenica dalle 10 a mezzogiorno e dalle 16 alle 19.30.


Un’esposizione che certamente segna un momento di svolta per l’artista che per la prima volta, con la naturalezza e la spontaneità che la contraddistinguono, affronta il tema della sofferenza umana ai piedi della Croce di Cristo. Tema che andava maturando da tempo nel suo studio ma nato quasi per caso dall’incontro con l’ambiente espositivo della la bellissima chiesa del complesso di San Silvestro. 


Proprio grazie a questa “mancata premeditazione” le opere si fondono con l’architettura dando vita ad una vera e propria installazione dentro la quale lo spettatore si muove insieme alle opere stesse. 


Una processione di corpi informi e deformi occupa la navata e le pareti. Nelle navate laterali, appena più in alto delle figure, alcuni quadri astratti fingono delle maestose vetrate. Tutto converge verso il punto focale: l’altare con il Cristo e, dietro, un dipinto astratto. 


Lo spettatore cammina accanto ai corpi fragili, stanchi e spogli di questa umanità sofferente che avanza verso la Croce domandandosi incerta quale sia “la fine della strada” e se questa, infine, giustificherà la loro condizione. La domanda si fa grido silenzioso, suono soffocato che rimbalza e rimbomba nei segni spigolosi delle “vetrate” che rigidi e impietosi lacerano le tele su cui vivono. La tensione sale in questa corrispondenza continua tra le opere e tra le opere ed i vuoti delle pareti che vengono inglobati nell’installazione artistica come se fossero la cassa di risonanza di questo crescente pathos. E poi il Crocifisso.


Straziato e silenzioso, Cristo, domina lo spazio dall’abside: Lui, sacrificio innocente, Dio svuotato di Sé e della sua onnipotenza, incapace di rispondere al grido dell’umanità, soffre con l’umanità stessa per Amore. 


Un Amore incondizionato e vero, per sua natura informe perché incapace di giudizio, che sulla tela, appena dietro l’altare, diventa un’esplosione di energia e colore che tutto travolge e che, nel suo nucleo, nasconde alla vista il mistero stesso da cui origina: il  vero senso della vita.                 


A.S.


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