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Programma Jazz by the Pool VI

Con la VI edizione di Jazz by the Pool alle porte, riportiamo le parole di Juliano Peruzy, direttore artistico di questa edizione del festival, per presentare il programma ai nostri ospiti, che potranno partecipare alle serate a bordo piscina cenando nel parco.

«E siamo a sei! Una rassegna che arrivi alla sua sesta edizione ha ormai una Storia e, di conseguenza, sente un dovere.
La Storia è quella scritta da tutti quei musicisti che fino ad oggi vi si sono esibiti, che hanno formato un substrato, sicuramente fertile, costituito dalle musiche, dai temi, dai generi sin qui ascoltati, ma costituito anche da affezionati ascoltatori che, altrettanto sicuramente, nel tempo hanno affinato l’udito o lo hanno tenuto in esercizio se già erano avvezzi a queste note.

Il dovere, per una rassegna di questa età, e guidata da una persona come quella che l’ha pensata e portata avanti con sempre maggior impegno, è quello di crescere, è quello di proporre, di esplorare, di incuriosire approfittando della particolarità unica del luogo in cui si svolge, un luogo che, con l’acqua delle piscine da una parte, e il verde del parco dall’altra, ben dispone all’ascolto e invita a tornare, a raccontare a chi non c’era.

Quest’anno interamente internazionale, in ogni sua data, JBTP si apre l’11 luglio con il Brasile, la cui musica è perfettamente coeva al jazz, stesso anno di nascita e stesse radici di felici mescolanze culturali bianche e nere, anche se nate da incontri tristemente forzati.
È l’anno del gigante tropicale, grazie al calcio, e JBTP non poteva lasciarsi sfuggire loccasione di parlarne, ma a modo suo, visto che il progetto di Sandy Müller ci porta alle immagini molto meno stereotipate del consueto, quelle di uno dei grandissimi di quel Paese, Noel Rosa, che canta una Rio sconosciuta agli europei.
C’è un’altra scommessa di JBTP, quella sui giovani, attraverso il concorso a loro dedicato che si svolge in contemporanea, all’apertura di ogni serata. Il livello dei partecipanti è molto buono e il vincitore, di conseguenza, è un gruppo che vale la pena di ascoltare e quello che vinse nel 2013, Jatzt! Trio, dalla Germania, lo troviamo il 18 luglio, la settimana prima di un trio di tutte stelle del jazz…
La sera del 25 luglio si sposano infatti Italia, Brasile e Argentina grazie a Rosario Bonaccorso, Roberto Taufic e Javier Girotto, tutti riconosciuti fra i grandi interpreti dei loro rispettivi strumenti, con i quali ci porteranno in viaggio attraverso i loro ma anche altri paesi del mondo, come avviene nel più recente Cd di Rosario, uno delle decine e decine dei quali sono autori i tre.
Altrettanti sono i dischi in cui troviamo, l’1 agosto, i tre del gruppo di Luigi Tessarollo, formazione inconsueta, in cui alla sua chitarra si affiancano l’apprezzatissimo organo Hammond di Alberto Gurrisi e la solida batteria di Enzo Zirilli. Agosto è il mese in cui arriva un’altra formazione particolare, tromba/vibrafono/batteria, ed è il mese in cui, venerdì 8, la rassegna prende la sua strada propositiva, apre a nuovi ascolti grazie al progetto Circolar E-Motion in cui milita Rob Mazurek, miglior artista mondiale del 2012 secondo la rivista Musica Jazz, voluto dal batterista di casa Enzo Carpentieri, insieme a Pasquale Mirra che completa il trio con il suo vibrafono. Sicuramente gli appassionati non mancheranno di apprezzare e i nuovi ascoltatori saranno curiosi di approfondire gli argomenti musicali proposti dal trio ma anche dal gruppo del vincitore del premio miglior talento nazionale emergente 2013 per il mensile Musica Jazz, il pianista Alessandro Lanzoni, promessa ormai già mantenuta della musica afroamericana. Nel suo trio, il 22 agosto, con Gabriele Evangelista e Bernardo Guerra, ci sarà un ospite di riguardo dagli Usa, il sassofonista Dan Kinzelman, compaesano del pianista Uri Caine, la stella più brillante della rassegna per la grande fama mondiale di cui gode da molto tempo, per i successi di critica e di pubblico, per i premi, per gli apprezzatissimi dischi e concerti in ogni parte del mondo, ogni tipo di formazione e di genere, o quasi, vista la sua frequente incursione nella classica, interpretata a modo suo, come tutto il resto, ovviamente. Questa volta, il 29 agosto, il già direttore della Biennale Musica di Venezia ci propone il progetto Callithump, da solo con il suo magico strumento. Il jazz non ci abbandonerà nemmeno in settembre e infatti il 5 troveremo un gruppo che continua a ben rappresentare il carattere internazionale e di mescolanza della rassegna. Sono i Trempera, di varia provenienza, ma che operano prevalentemente in Olanda, da cui arrivano per merito della collaborazione con il Conservatorio di Amsterdam.
La chiusura della rassegna è affidata il 12 settembre Gianluca Petrella, un altro grandissimo musicista, pluripremiato – ad esempio come miglior talento nazionale emergente nel 2006 e 2007 – e tenuto in grande considerazione in ambito internazionale. Il suo è un progetto accattivante, nuovo, che mescola tradizione e modernità, un po’ come succede in tutta la rassegna, visto che rilegge la storia del blues attraverso alcuni celebri composizioni e attraverso la lente del duo completato dalla chitarra di Gabrio Baldacci.

Al programma di concerti si affianca dal 2012 Jazz by The Pool Competition, concorso internazionale riservato ai giovani talenti per incoraggiarli e sostenerli nei loro studi e nelle loro carriere: ogni concerto del Festival è preceduto dall’esibizione di uno dei finalisti della competizione, che negli ultimi due anni hanno trovano in questa iniziativa un validissimo trampolino di lancio.

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